Un italiano e un tedesco ricevono una e-mail importante cui il mittente aspetta una risposta.
Il tedesco legge e risponde entro 60 minuti.
L’italiano legge e va a prendere il caffé.
Sta sempre pensando all’e-mail cui deve rispondere però, eh!
Per pensare meglio ci fuma sopra una sigaretta, nota che gliene restano un paio e fa un salto veloce dal tabaccaio a ricomprarle. Torna in ufficio ma si è ricordato che nel pomeriggio deve portare il figlio a catechismo, la bambina a danza e che oramai è tardi e si deve sbrigare se no non fa in tempo che deve anche fare un ritocchino dal barbiere. Fa in un attimo, tanto per rispondere all’e-mail che ci vuole? Tre minuti al massimo.
E poi può sempre rispondere anche da casa o dal telefonino. Ecco a proposito del telefonino, deve andare in negozio a vedere se è arrivato quello nuovo. In ufficio entra un suo collega che gli chiede se ha visto la partita la sera prima. Dovrebbe rispondere all’e-mail ma insomma una partita di champions non si può non commentare. O no?
Dopo aver controllato i messaggi su Whatsapp e le richieste d’amicizia su Facebook arriva finalmente il momento di uscire dall’ufficio. Ah, già, l’e-mail, accidenti. Va beh, può rispondere anche domani. No, domani inizia il ponte del 25 aprile e di sicuro non si mette a pensare al lavoro in quei pochi giorni di ferie che gli sono concessi. Risponderà quando torna dal mare. O forse la settimana dopo, che in mezzo c’è pure il primo maggio.
Ma sì dai, risponderà quando puó, che non ha tempo da perdere lui. Il suo tempo e il suo lavoro meritano rispetto, micca come quello degli altri.